martedì 3 maggio 2011

Il primo incarico

Un film di Giorgia Cecere. Con Isabella Ragonese, Francesco Chiarello, Alberto Boll, Miriana Protopapa, Rita Schirinzi.
Drammatico, durata 90 min. - Italia 2010. - Teodora Film


Uscita nelle sale italiane: venerdì 6 maggio 2011.




Puglia, anni ’50. Nena è una giovane maestra, innamorata di un ragazzo dell’alta borghesia, messa sotto pressione dalle preoccupazioni della madre. Quando arriva la lettera di assunzione in una piccola scuola nel sud salentino, fa le valigie e parte a malincuore, curiosa della sua nuova esperienza ma triste per la lontananza dal suo amore. Dopo le prime difficoltà di integrazione nella piccola comunità agreste, riesce a trovare un equilibrio che verrà nuovamente messo in discussione dalla notizia dell’innamoramento del fidanzato per un’altra donna. Scegliere come protagonista di un film una professoressa degli anni Cinquanta, vuol dire prediligere il punto di vista femminile a quello maschile. Gli uomini, nel film, non fanno bella figura: sono rozzi e insensibili o vittime inconsapevoli di un sistema classista, irrigidito sul lusso di privilegi atavici. Le donne sanno far da mangiare e si occupano della casa. Si innamorano? Forse, ma senza crederci troppo. Nena conosce l’emancipazione, l’ha studiata sui libri ma non riesce a trovare la strada per perseguirla. Solo quando l’ipocrisia del suo amore impossibile si mostrerà nella crudezza più imbarazzante, apprezzerà le opportunità che la vita le sta offrendo. Con delicatezza e candore, la narrazione prende corpo, seguendo l’evoluzione dell’anima: è il silenzio a ritmare la storia. Il lavoro di sottrazione sulla sceneggiatura e la gestualità degli attori tolgono tutto quello che non è necessario, fino a illuminare solo i sentimenti, senza virtuosismi. Anche Isabella Ragonese, senza trucco e senza vezzi, dimostra ancora una volta di essere un’ottima interprete versatile. Il tocco elegante della regista rende apprezzabile una storia piccola che, per essere raccontata, ha bisogno di un narratore che sappia osservare. Con pazienza e voglia di comprendere.

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Tatanka

Un film di Giuseppe Gagliardi. Con Clemente Russo, Rade Serbedzija, Giorgio Colangeli, Carmine Recano, Susanne Wolff.
Biografico, - Italia 2011. - Bolero


Uscita nelle sale italiane: venerdì 6 maggio 2011.




Dopo ''Gomorra'' e' la volta di ''Tatanka Scatenato''. Il racconto di Roberto Saviano sara' portato sullo schermo da Giuseppe Gagliardi, alla sua opera seconda dopo ''La vera leggenda di Tony Vilar" e la pellicola sara' prodotta da Margherita Film e Minerva. La sceneggiatura, firmata dal regista insieme a Maurizio Braucci, Massimo Gaudioso, Salvatore Sansone e Stefano Sardo ha ottenuto 1.400.000 euro di contributo da parte del Ministero dei Beni Culturali, che ha riconosciuto di interesse culturale il progetto. Il racconto di Saviano, contenuto nella raccolta "La bellezza e l'inferno" (ed. Mondadori), e' incentrato sui pugili di Marcianise e sul loro rappresentante principe, il vicecampione olimpico Clemente Russo, che sara' anche protagonsita del film: le riprese, in Italia e a Berlino, inizieranno nei primi mesi del 2010.

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Hai paura del buio

Un film di Massimo Coppola. Con Alexandra Pirici, Erica Fontana, Antonella Attili, Alfio Sorbello, Manrico Gammarota.
Commedia, durata 90 min. - Italia 2010. - Bim



Uscita nelle sale italiane: venerdì 6 maggio 2011.




Eva è una ragazza di poco più di vent'anni che lavora in una fabbrica a Bucarest. Nel suo ultimo giorno dopo che non le è stato rinnovato il contratto, decide di mettere in vendita tutto quello che possiede e di comprare un biglietto per l'Italia. Raggiunge la stazione di Melfi e trascorre la notte vagabondando senza meta finché trova un'auto aperta dove ripararsi dal freddo. La macchina appartiene ad Anna, giovane operaia presso la fabbrica della FIAT, che decide di accoglierla nella casa in cui vive assieme ai genitori e alla nonna malata.
Nel suo percorso come autore televisivo, Massimo Coppola si è mosso in una direzione opposta rispetto ai flussi e alle formule dei format popolari. Attraverso monologhi 
brand new, anti-reality di finzione e documentari sui ventenni ai margini di servizi e talk show, Coppola ha sempre cercato di mostrare, all'interno di un canale giovanile e “giovanilista” come Mtv, un'alternativa al pensiero comune e alla visione a senso unico sulle nuove generazioni. Dallo sguardo maturato coi ritratti giovanili di “Avere Ventanni” e da quel bisogno di porre una frattura fra rappresentazione e identità dei giovani d'oggi, sembra nascere anche il suo ingresso nel cinema di (cosiddetta) finzione.
Mentre la cronaca italiana dibatte su conflitti culturali e generazionali, tolleranza zero e zero futuro, 
Hai paura del buiopone un elemento di rottura nel modo di raccontare, tanto in televisione che al cinema, la politica d'immigrazione e la crisi del lavoro precario. Nonostante siano le due tematiche che disegnano il profilo politico del film, immigrazione e precariato si fanno presto latenti, rumori di fondo all'interno di un paesaggio sonoro dove predominano le risonanze delle fabbriche dell'entroterra lucano e la musica dei Joy Division. Dall'arrivo di Eva nella famiglia di Anna, Coppola mette infatti da parte un possibile discorso su pregiudizi, diffidenze o integrazione: avvicina le due ragazze per poi subito separarle in percorsi e passaggi che corrono paralleli. È l'accostamento e non lo scontro a interessargli, la giustapposizione e non la dialettica. Con questa finalità, fa propria la macchina a mano della (post) nouvelle vague del Godard di Due o tre cose che so di lei e del cinema rumeno contemporaneo, in cui l'estetica del pedinamento e dell'accarezzamento dei personaggi riesce a coniugare al presente il tempo del film e a costruire un linguaggio poetico e autentico.
La voce profonda di Ian Curtis accompagna il racconto di queste “due o tre cose” che il regista dimostra di sapere sui ventenni di oggi, agendo da testimone fra i percorsi delle due protagoniste: ragazze né tipiche né anomale, ma fragili e orgogliose quanto basta a creare un doppio ritratto femminile che abbatte ogni confine culturale. Allo stesso modo, il precariato lavorativo diviene precariato esistenziale, e l'universalità della paura del buio diviene paura delle oscurità dei rapporti familiari e della nostra stessa cultura.

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Machete

Un film di Robert RodriguezEthan Maniquis. Con Danny TrejoSteven SeagalMichelle RodriguezJeff FaheyCheech Marin.

Azione, durata 105 min. - USA 2010. - Lucky Red

Uscita nelle sale italiane: venerdì 6 maggio 2011.




Machete è un agente federale che si pensa sia morto in uno scontro con la banda del pericolosissimo boss Torrez. Ma non è così. Machete ha cercato rifugio in Texas dove viene coinvolto nell'attentato a senatore iperrazzista. Scoprirà di essersi infilato in un machiavellico complotto che vede lui come capro espiatorio. Ha contro il capo dei vigilantes Von, il perfido uomo di affari Booth e, ancora una volta, Torrez. Al suo fianco c'è solo Sartana Rivera, giovane e seducente ufficiale della squadra anti-immigrazione che ha compreso che non tutto è come sembra.
Robert Rodriguez è un sognatore che sfata la massima che vuole che sia bene non riuscire a realizzare i propri sogni perché si rischia di rimanere delusi. Il personaggio di Machete era nei suoi progetti da tempo e il finto trailer in 
Planet Terror non era altro che la manifestazione del bisogno del personaggio di diventare film. Ora il giustiziere butterato ha iniziato il suo percorso nei proiettori di tutto il mondo e si può affermare che l'operazione è perfettamente riuscita e che il machete/lama di luce è perfettamente affilato. Perché Rodriguez è abilissimo nel realizzare una sorta di work in progress in cui si mantiene un'unità di stile ma al contempo non smette mai di sorprendere il pubblico non per lo sterile e un po' onanistico piacere che divora altri suoi colleghi ma per il piacere di fare cinema allo stato puro. Perché di questo stiamo parlando.
A partire dalla sequenza iniziale sino ad arrivare all'ultima inquadratura di un film in cui non ci sono ruoli cameo ma attori che si mettono in gioco come De Niro, Steven Seagal, Don Johnson facendo ironia su se stessi divertendosi (lo si percepisce) enormemente e divertendo il pubblico. Rodriguez non si accontenta però di ‘giocare' con le immagini. Fa molto di più perché se il duro Machete “non manda sms” (salvo poi magari ripensarci) il geniale Robert manda un messaggio duro ed estremamente chiaro sul problema dell'immigrazione messicana negli States. Lo fa tenendo sempre presente che un conto sono le leggi e un conto è ciò che è giusto e che non sono solo le denunce ‘impegnate' a poter smuovere le coscienze. Anzi, quelle di solito servono a convincere chi è già convinto.
Un entertainment in cui le mani mozzate impugnano ancora le pistole, in cui i tagliaerba assumono funzioni diverse dal giardinaggio e i monitor di controllo possono evocare immagini religiose può, per assurdo ma non tanto, fare di più. Rodriguez lo sa e non si risparmia. Si sente, in ogni singola invenzione, in ogni fotogramma, in ogni battuta il divertimento di chi (dopo essersi seduto sulla poltroncina del director) non ha dimenticato il piacere di essere spettatore. Muy bien señor Rodriguez!

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lunedì 2 maggio 2011

Una notte da leoni 2

Un film di Todd Phillips. Con Liam Neeson, Jamie Chung, Bradley Cooper, Todd Phillips, Ed Helms.
Commedia, - USA 2011. - Warner Bros Italia


Uscita nelle sale italiane: venerdì 27 maggio 2011.






Non pensiate che il sequel di Una notte da leoni sia la solita operazione marketing-cinematografica dovuta all'inaspettato successo del predecessore. Nonostante i suoi 277 milioni di dollari d'incasso lo abbiano fatto entrare nella storia del cinema (è in assoluto la prima commedia vietata ai minori di 14 anni ad aver sbancato i botteghini con un incasso così alto), ancor prima che il film di Todd Phillips vedesse la luce del proiettore, regista e produzione ne avevano contemplato il seguito la cui uscita è stata annunciata per fine maggio 2011.
A marzo del 2010 il regista Todd Phillips aveva negato le voci in cui si diceva che il sequel sarebbe stato ambientato in Thailandia o in Messico, ma quattro mesi dopo è stato confermato che The Hangover 2 verrà girato proprio nel paese asiatico. Le riprese del film sono iniziate a Los Angeles il 29 settembre e continueranno in California fino alla fine di ottobre, successivamente la troupe si sposterà in Thailandia dove verrà conclusa la fotografia principale.
Nel seguito della commedia Una notte da leoni, Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha) partono per l'esotica Thailandia per il matrimonio di Stu. Dopo l'indimenticabile addio al celibato di Las Vegas, Stu non vuole correre rischi e ha optato per un sicuro e pacato brunch prima del matrimonio. Tuttavia, le cose non vanno sempre come previsto. Cosa succede a Las Vegas può rimanere a Las Vegas, ma quello che accadrà a Bangkok non possono neppure immaginarlo.
Secondo alcune indiscrezioni online, dopo una notte di divertimenti Alan (Galifianakis) diventa così ubriaco che finisce col dormire con un travestito thailandese. Il giorno dopo i ragazzi devono cercare di capire cosa è accaduto ripercorrendo quello che hanno fatto la notte precedente.
Ken Jeong e Mike Tyson saranno presenti anche nel sequel, inoltre saranno presenti i cameo di Liam Neeson che interpreterà un tatuatore e quello di Bill Clinton che interpreterà se stesso.

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The Tree of Life

Un film di Terrence Malick. Con Brad Pitt, Sean Penn, Joanna Going, Fiona Shaw, Jessica Chastain.
Drammatico, - India, Gran Bretagna 2011. - 01 Distribution


Uscita nelle sale italiane: venerdì 27maggio 2011.




Definire “misteriosa” la lavorazione del film è un eufemismo visto che Malick e il suo entourage sono da sempre i meno espansivi con i media. Si tratta comunque di una vicenda che prende spazio all'interno di una famiglia e che coinvolge diverse generazioni.
Jack, il protagonista del film, è un bambino di undici anni e ha altri due fratelli. Cresciuto nel Midwest dai genitori, prende rispettivamente le due diverse attitudini di guardare alla vita; sua madre, Jessica Chastain, vede con gli occhi dell'anima, ovvero è paladina di una visione piena di amore e grazia. Suo padre, Brad Pitt, al contrario tenta di crescere il figlio con l'insegnamento di mettere la propria persona davanti a tutto. Jack però troppo presto viene a conoscenza del lato oscuro della vita ammalandosi, e diventando quindi una persona molto delicata. È per questo motivo che quando lo ritroviamo cresciuto, interpretato da Sean Penn, è un'anima persa nel mondo ma riesce a intravedere qualche spiraglio di fiducia nelle parole del padre, considerate prima come troppo dure. Inizia, quindi, a capire il vero senso delle parole paterne e affronta la vita in maniera adulta.
Epica familiare all'orizzonte? Perdita dell'innocenza? Sicuramente quello che ha affascinato la casa di produzione di Brad Pitt, la Plan B, è stata l'occasione di girare con Terrence Malick, autore di culto nel mondo del cinema. Si legge inoltre da più parti che il ruolo di Brad Pitt sarà una variante nuova e una possibilità di interpretare un personaggio che l'ex tenente Aldo Rain di
Inglourious Basterds non ha mai affrontato nella sua carriera.
Da segnalare la presenza nel ruolo dei montatori di ben cinque professionisti: Jay Rabinowitz, Daniel Rezende, Billy Weber, Mark Yoshikawa e Hank Corwin dovranno rendere al meglio quell'idea di passaggio temporale e di crescita del personaggio che sta alla base del personaggio scritto da Malick. Come responsabile della fotografia invece è presente Emmanuel Lubezki, già collaboratore col regista in 
The New World e autore della luce in AliSleepy Hollow e Burn After Reading dei fratelli Coen.

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